Nel 2025 ricorre l’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, una data di straordinaria importanza, oggi ancora più carica di significato. Ottant’anni fa l’Europa riconquistava la democrazia, ponendo fine alle dittature e a un conflitto mondiale che l’aveva devastata. L’anniversario richiama anche la liberazione dei campi di sterminio e la fine della Shoah. La scoperta della reale natura dei lager rivelò al mondo un orrore tanto profondo da richiedere anni prima di poter essere raccontato, scritto e compreso.
Questa ricorrenza non invita soltanto a guardare al passato, ma richiama con forza alle responsabilità del presente e del futuro. Come da tradizione, le celebrazioni del 25 aprile renderanno solenne omaggio alle vittime della Resistenza, ai caduti di tutte le guerre e ai milioni di innocenti assassinati nei lager. Particolare attenzione sarà dedicata alla tragedia della Shoah e alla liberazione dei campi. Le testimonianze dei sopravvissuti, sempre più rare per ragioni anagrafiche, assumono un valore inestimabile. È quindi essenziale promuovere iniziative capaci di stimolare una riflessione critica sulle origini e sulle conseguenze dei totalitarismi, affinché gli orrori del passato non si ripetano. Scuole, università, associazioni e istituzioni sono chiamate a realizzare percorsi didattici, mostre, proiezioni e dibattiti che rendano la storia della Shoah, della guerra e della Resistenza comprensibile e significativa per le nuove generazioni. In un’epoca segnata dalla rapidità dell’informazione e da nuove forme di comunicazione, occorre inoltre interrogarsi su come tradurre i valori della Liberazione nelle sfide contemporanee. Oggi la difesa della libertà passa anche attraverso il contrasto all’antisemitismo, alla discriminazione e al razzismo, la tutela dei diritti civili e dell’ambiente, la costruzione di una società più giusta e inclusiva e la vigilanza contro ogni ritorno dell’intolleranza e della violenza.
“Mai più” significa adesso
La memoria della Shoah e dei campi di sterminio non è un semplice esercizio commemorativo, ma un imperativo morale e un monito permanente per le generazioni presenti e future. Da quella pagina della storia emergono insegnamenti molteplici e di disarmante attualità:
- L’aberrazione dell’odio e del pregiudizio: i campi di sterminio rappresentarono l’esito più estremo di ideologie fondate sull’odio razziale, sulla xenofobia e sull’intolleranza. Ricordarne le vittime e comprenderne le cause significa riconoscere i pericoli di ogni discriminazione e del linguaggio d’odio.
- La fragilità della democrazia: la Shoah non fu un evento improvviso, ma il culmine di un processo graduale fatto di erosione dei diritti, propaganda, persecuzione e indifferenza. La democrazia, perciò, deve essere difesa ogni giorno attraverso la partecipazione e il rispetto delle istituzioni.
- Il valore della dignità umana: nonostante la disumanizzazione sistematica subita nei campi, le testimonianze dei sopravvissuti rivelano spesso una straordinaria forza d’animo e una capacità di resistenza che riaffermano la dignità di ogni persona, al di là di ogni tentativo di annientamento.
- La responsabilità individuale e collettiva: la macchina dello sterminio funzionò grazie a una complessa rete di complicità, obbedienza e indifferenza. Questa consapevolezza impone a ciascuno di non voltarsi dall’altra parte di fronte alle ingiustizie.

Il soldato statunitense liberatore Bud Gahs (medaglia di bronzo) e lo scrittore israeliano sopravvissuto Abba Naor.
Il 2025: un anno di profonda riflessione
Le celebrazioni dell’80° anniversario offriranno l’occasione di unire il ricordo della Liberazione a una riflessione più intensa sulla Shoah. In Italia e nel resto d’Europa saranno promosse numerose iniziative:
- Cerimonie commemorative: il 27 gennaio 2025, ad Auschwitz, capi di Stato e presidenti della Repubblica si riuniranno per ricordare la liberazione del campo insieme ai pochi superstiti, le cui voci continueranno a testimoniare l’esperienza della persecuzione e dell’internamento.
- Progetti educativi nelle scuole: le istituzioni scolastiche avranno un ruolo decisivo nel proporre percorsi didattici approfonditi, fondati su documenti storici, testimonianze e visite ai luoghi della memoria, sia fisici sia virtuali. L’obiettivo sarà sviluppare nelle nuove generazioni consapevolezza critica, conoscenza ed empatia.
- Mostre, dibattiti e pubblicazioni: saranno promossi eventi culturali dedicati alle molteplici dimensioni della Seconda guerra mondiale e della Shoah, con particolare attenzione al ruolo dell’Italia e alle vicende degli ebrei deportati, degli oppositori politici, dei Rom e Sinti, degli omosessuali e dei militari.
In un’epoca in cui odio, antisemitismo e nazionalismi estremi riemergono in diverse parti del mondo, l’80° anniversario della fine della guerra e della liberazione dei lager ricorda che libertà e giustizia non sono conquiste definitive: richiedono impegno costante, memoria viva e attenta vigilanza. Il 2025 rappresenta dunque un’occasione per rinnovare il patto con la storia e con il futuro.
